Ogni tanto capita che qualcuno, per inedia o cripto misoginia o banale mancanza di idee, tiri fuori la risibile quanto fasulla domanda: ma esiste la comicità femminile? Le donne sono dotate di senso dell’umorismo, e soprattutto sono capaci di far ridere? Il lavoro di Giuliana Maldini è una pietra miliare e la prova provata che noi ragazze sappiamo riconoscere i nostri tic, difetti, contraddizioni, vizi e vezzi. E riderci sopra. Autoironia si chiama: ingrediente di cui i maschi non mi sembrano particolarmente forniti, almeno nel nostro paese. Ma Giuliana è dotata di una qualità ancora più rara: l’indulgenza. E cioè la capacità di stanare e ridicolizzare i nostri comportamenti senza nessun livore o rancore o accanimento. Racconta senza giudicare, ritrae senza accanirsi. E’ come se in ogni personaggio, in ogni dettaglio evidenziato con il disegno o con la parola, ritrovasse un pezzetto di sé, e lo assolvesse, anche sorridendo. Se Flaubert poteva affermare di essere Emma, a pieno titolo Giuliana può affermare e dimostrare di essere ognuna delle donne che popolano le sue storie, che siano sognanti o saccenti, patetiche o rigorose, appassionate o ciniche. Giuliana ha la capacità di metterci davanti a uno specchio, con rigore ma anche con tenerezza, e soprattutto sorridendo. “Castigat ridendo mores” dicevano i latini, ma una come Giuliana non ce l’avevano di sicuro

Lella Costa